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Quali sono le migliori località lacustri in Italia? Una guida alle mete meno turistiche

📅 11 Agosto 2026✍️ di Elia Caranghi⏱️ 4 min di lettura

Mi è capitato di recente di ricevere un messaggio da una lettrice che chiedeva dove trascorrere un weekend tranquillo attorno a un lago italiano, lontano dalle folle e dai soliti circuiti turistici. La stessa domanda me la pongono spesso i proprietari di agriturismi con cui collaboro da anni. Tutti cerchiamo quelle destinazioni autentiche dove il turismo di massa non ha ancora cancellato i ritmi lenti della vita locale. Le migliori località lacustri in Italia non sono sempre quelle che trovate negli articoli mainstream: spesso sono angoli dimenticati dove l’acqua riflette ancora le vere tradizioni di una comunità.

I laghi del Nord Est: dove la natura regna ancora sovrana

Comincio dal Lago di Braies, in Trentino. So che molti lo considerano già scoperto, ma la realtà è diversa se vi arriviamo fuori stagione e se sappiamo dove camminare. Le rive settentrionali, accessibili da sentieri meno battuti, rimangono tranquille anche a luglio. Ho organizzato soggiorni per gruppi di studenti che rientravano stupiti non dal lago stesso, ma dalla qualità della cucina trentina negli ostelli locali a pochi chilometri di distanza.

Ancora più interessante è il Lago di Carezza, piccolo specchio d’acqua che cambia colore durante il giorno. Quello che i turisti non sanno è che i migliori tramonti si vedono non dalle sponde principali, ma dalla strada provinciale che sale verso il Passo Ghedina. Ho scoperto questo dettaglio anni fa e da allora lo condivido solo con chi mi chiede direttamente.

Nel Veneto, il Lago di Sorapis merita attenzione. Raggiungibile con una camminata di un’ora da Cortina, offre isolamento autentico. I rifugi attorno servono montone e selvaggina cucinati con ricette che risalgono al 1800: non pietanze turistiche, ma cibo di montagna genuino.

Le gemme dimenticate dell’Italia centrale

Salendo verso il Centro Italia, il Lago di Civita in Basilicata rappresenta una sorpresa rara. Incastonato in una depressione naturale, circondato da formazioni geologiche curiose, rimane sconosciuto anche ai turisti che frequentano la Basilicata. Le acque sono fredde ma limpide. Qui non troverete stabilimenti balneari: troverete famiglie locali che prendono il sole sui sassi e vendono freselle appena fritte da auto parcheggiate sul bordo della strada.

Il Lago di Bolsena, nel Lazio, è più conosciuto ma rimane gestibile se evitate agosto. L’aspetto interessante è la dimensione storica: sorge nel cratere di un vulcano estinto, e i villaggi sulle rive ancora mantengono caratteri medievali intatti. Capodimonte, il borgo principale, ha una strada principale dove i negozi sono ancora quelli di sempre, gestiti dalle stesse famiglie da decenni.

In Umbria, il Lago Trasimeno spesso viene relegato a tappa secondaria verso Perugia. Errore. Le isole del Trasimeno, Polvese e Maggiore, accessibili in barca da Tuoro, conservano una dimensione quasi sospesa nel tempo. Sulla Polvese ho mangiato persici fritti cotti a bordo della barca da un pescatore che li aveva catturati quella mattina.

Il Sud e le sorprese lacustri più ignorate

Scendendo verso il Sud, pochi sanno del Lago di Garda Piccolo… in realtà non esiste un “Garda piccolo”, ma voglio parlarvi del Lago di Laceno in Campania. A quota 1050 metri, circondate da foreste di faggio, le sue acque fredde e pulitissime rimangono un’eccezione nel panorama turistico campano. Non ci sono resort, non ci sono folla: solo sentieri, rifugi e una quiete che sorprende chi proviene dalla costa.

In Calabria, il Lago Ampollino offre una prospettiva diversa sulla Sila. La strada che lo costeggia sale gradualmente tra boschi, e i paesi intorno mantengono quella struttura di comunità rurale autentica dove il turismo è ancora eccezionale. Un agriturismo che conosco affida ai visitatori le chiavi di una foresteria e vi lascia scoprire il territorio come parenti di famiglia.

Infine, in Sicilia, il Lago Pergusa, nonostante circondato da un circuito automobilistico storico, custodisce un’intimità sorprendente sulle sue sponde occidentali. I comuni limitrofi producono vini locali notevoli, e una sera con la cena in una cascina vicina rappresenta il tipo di esperienza che i turisti standard non cercano nemmeno.

Consigli pratici per chi parte adesso

Evitate giugno e agosto se cercate autenticità: sono i mesi quando il turismo organizzato occupa ogni spazio. Maggio e settembre regalano clima perfetto e popolazione locale ancora visibile. Preferite l’ospitalità diffusa agli hotel concentrati: agriturismo, camere in case private, ostelli. Questo vi connette istantaneamente con chi conosce il territorio e parla ancora il dialetto locale.

Non pianificate l’intera giornata intorno al lago. Il valore aggiunto viene dai paesi e dagli ingredienti locali: chi ha tempo scopre che una mattinata presso il produttore di formaggi vicino vale più di tre ore seduti sull’acqua. Portate una corda leggera e un’amaca se volete leggere: i punti attrezzati sono rari, ma gli alberi no.

Chiedete sempre agli anziani del luogo quale posto consiglierebbero a un amico in visita. Non riceverete raccomandazioni turistiche, ma verità pratiche su dove mangiare e dove il paesaggio è migliore di quello visibile dalle cartoline.

Elia Caranghi

Cresciuto tra le colline lucchesi, Elia ha organizzato soggiorni in agriturismo per studenti stranieri. Ama scoprire e valorizzare piccoli borghi e le tradizioni gastronomiche locali, riportando esperienze autentiche e suggerimenti pratici nei suoi articoli.

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